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32 - Scultura PDF Stampa

 

 

Campo I, lato est

 

Monumento in marmo (1910) a Raffaello Lencioni (1897-1910) e Mario Paci (1895-1910), giovinetti morti annegati


Autore: Antonio Bozzano (opera firmata)

 


Sia il tragico avvenimento che l’inaugurazione del monumento ebbero vasta eco nella stampa cittadina dell’epoca. Ecco come l’annegamento dei due ragazzi è raccontato dal settimanale “La Realtà” del 5 giugno 1910: “Stamani (il 4 giugno, n.d.r.) verso mezzogiorno, alcuni ragazzi, alunni delle nostre scuole, terminata la lezione si recarono in comitiva a fare il bagno in mare, nella località di levante, dinanzi al tiro a segno. L’allegro e giovanile stuolo avanzò nell’acqua con alla testa i tre più audaci ragazzi di 15 anni; Lencioni Raffaello di Pietro, Mario Paci di Guglielmo e Sani Ansano di Carlo. Improvvisamente ed a causa di una profonda buca, i tre giovanetti battistrada scomparvero sott’acqua, mentre gli altri spaventati fuggirono a terra gridando al soccorso. Tale Paolo Levantini, pescatore d’arselle, che trovavasi lì presso, accorse e gettandosi in mare potè salvare il ragazzo Sani. Attratti pure dalle grida, corsero degli scaricatori di sabbia (...) i quali dopo tanto cercare sott’acqua trassero a riva il povero Raffaello Lencioni il quale non dava più segno di vita (...) Il Paci Mario (nepote del nostro Sindaco Dott. Giorgio Paci) che tutti in quel momento di confusione, crederono salvo e fuggito, fu invece ritrovato morto verso le ore 14 da confrati della R. Misericordia accorsi”. Tra gli articoli relativi all’inaugurazione del monumento il più interessante è quello apparso sul settimanale “L’eco versiliese” del 4 novembre 1910, dal titolo Il monumento a M. Paci e R. Lencioni, firmato “Fum.”: “Chi di questi giorni si è recato al cimitero nuovo avrà notato certamente, entrando dal lato ovest, a destra sul viale che conduce alla cappella (la Chiesa, n.d.r.) un monumento che racchiude le ceneri dei due giovani: Raffaello Lencioni e Mario Paci. Il ricordo ancor vivo del tragico episodio del mare, che inghiottiva nella primavera scorsa i due corpi giovanili, è rievocato con una potenza così efficace e suggestiva in quelle candide forme marmoree, tale che è valsa a strappare nuovi accenti di pietà per i due annegati e parole di elogio per l’artista che l’ha eseguito e per le famiglie che con amore generoso ne hanno curato l’edificazione”. Dopo aver elogiato “l’elevazione di ispirazione e di concetto che domina allegoricamente nel monumento e la precisione tecnica con cui il lavoro è condotto”, così l’autore dell’articolo descrive l’opera: “Sul basamento semplice e solido è un personaggio allegorico il “Pianto”, nudo maschile, mirabile per naturalezza ed efficacia d’espressione fisiologica e precisione anatomica, che esprime in sintesi felice il dolore delle famiglie dei due estinti. In alto su la targa appare in basso rilievo la “Divinità”, una bella figura muliebre, in atto di accogliere maternamente su le braccia protese le due giovani esistenze”. Prosegue il giornalista: “Osservando attentamente lo slancio ansioso dei due corpiccioli emergenti dalle acque che li spruzzano e li lambiscono, la nostra fantasia è scossa: si direbbe quasi che l’artista in omaggio alla sua geniale concezione abbia falsato il vero, cambiando quella scena rappresentante due corpi in lotta disperata coi flutti che tentano d’inghiottirli; tanto la nostra fantasia è abituata a sognarli in quest’atto tragico miserando. Ma no; l’artista nel plasmare i due annegati così emersi dall’acqua ha voluto darci più che la figurazione nuda e semplice di due giovani che annegano, la rappresentazione ideale e sublime della “Divinità” che trae a sé due anime giovanili scampate dai flutti della vita. Ecco perché i due giovani non ci appaiono travolti nel turbinìo delle acque ma slanciati verso l’amplesso materno di Dio. E in questo il Prof. Bozzano è stato felicissimo; e di ciò gli va data larga lode perché ispirandosi a così nobile ed ampia concezione artistica ha saputo darci un’opera veramente ammirabile. E tale veramente poteva aspettarsi da lui, che ha anima di artista equilibrato e sereno tanto nella ispirazione come nello svolgimento delle sue figurazioni plastiche. Concludendo: questo monumento così suggestivo e fascinante nel pensiero che lo anima, così sobrio, armonico ed elegante nella linea, e in pari tempo di un’unità e semplicità assai rara nelle bizzarre e talvolta mostruose e grottesche estrensicazioni dell’oggi, mentre fa onore grande all’artista che l’ha fatto, fa onore pure alle famiglie dei due giovani annegati che con generoso senso di squisita pietà hanno eretto a eterna memoria del tragico evento. E di ciò io dò loro ampia lode - e con me, son sicuro, il paese tutto - per aver arricchito il nostro cimitero di un nuovo bellissimo monumento”. Anche il più sintetico articolo a firma di Enrico Sisco apparso sul “Libeccio” del 12 novembre 1910, esalta la forza evocativa del monumento: “Rappresenta in alto rilievo le figure dei due naufraghi che le onde agitate del mare cullano, sotto l’amplesso simbolico di una “Pace” magistralmente scolpita. Alla base del cippo rettangolare, che rappresenta con l’alto rilievo, la scena simbolica e straziante del fatale rapporto posa un nudo d’uomo col volto chino nascosto tra le palme delle mani; simboleggiante il Pianto, che secondo il parere dei competenti è un capolavoro d’arte scultorea”. Completano il monumento i medaglioni dei fanciulli defunti con incise sottostanti le relative epigrafi. Quella per Mario Paci (a destra dell’osservatore) – “Di quindici anni, buono, bello e forte” – è l’incipit di una poesia di Enrico Sisco in memoria del ragazzo apparsa sul “Libeccio” del 18 giugno 1910; quella per Raffaello Lencioni (a sinistra dell’osservatore) – Due grandezze sono vigili / La divina che nel mare lo accolse / La umana che nel pianto lo culla” costituisce una sorta di poetica eco descrittiva del monumento. Oltre all’elaborato grafico presentato per l’approvazione alla commissione edilizia, l’archivio storico del cimitero conserva un bellissimo disegno con dedica autografa di Antonio Bozzano al cappellano-direttore Padre Roberto Domenici.

 

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