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104 - Scultura PDF Stampa

 

 

Campo VII, lato sud

 

Monumento al giovane "martire fascista" Vezio Parducci (1903-1921) " Stele in marmo (1926): ritratto a figura intera del commemorato, ispirato a una fotografia pubblicata nella prima metà  degli anni Venti dal giornale "Il Faro", organo locale del partito fascista


Autore: Ciro Tavarelli (modello), Società  Belli e Silvestri (esecuzione) (opera firmata)

 


    


L'epigrafe incisa sulla base del monumento costituisce un'eloquente testimonianza dei codici linguistici e dei modelli letterari su cui si formò la retorica ufficiale fascista negli anni Venti del Novecento: "Aveva XVII anni e la morte lo uccise con un nembo di mitraglia / Poi ventandogli attorno le ali tentò rapirlo per il suo regno di silenzio e d'ombra / Ma i numi d'Italia si mossero contro la nemica fugandola e lo raccolsero / Gioventù brama di fiori per crescerla querce romulea nella murmure selva degli ardimenti mitici " Il mediocre monumento a Vezio Parducci, ucciso dai carabinieri durante la tristemente famosa spedizione punitiva fascista a Sarzana nel 1921, è importante dal punto di vista storico perché è tra i pochi del complesso cimiteriale che conservi simboli fascisti. La genesi del monumento è così descritta in un articolo apparso sul settimanale "Il Libeccio" del 2 maggio 1926: "La famiglia Parducci, nel nobile intento di erigere sulla tomba di Vezio martire diciassettenne, caduto a Sarzana nella tragica alba del 21 luglio 1921, un ricordo marmoreo che dica ai posteri l'eroismo ed il sacrificio della gioventù fascista, incaricò il Prof. Ciro Tavarelli della esecuzione del bozzetto e relativo modello. Con valentia ed arte il Prof. Tavarelli, modellò in basso rilievo la statua di Vezio ed eseguì il bozzetto. Il monumento sarà  costituito: alla base da un trofeo e da una lampada votiva. Nel centro dalla robusta e giovanile figura del caduto. In alto, tra le nubi, affiorerà  la croce del sacrificio. L'esecuzione del monumento è stata affidata, dalla famiglia Parducci, alla ditta Pisani e figli, la quale ha voluto che il lavoro sia eseguito in uno studio proprio dell'esimio scultore Belli di Querceta".


 

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