Il Libro

 

  

Richiedi il Libro
Punti Vendita

Cerca sul sito

Orari

Orario Invernale
(ora solare)
Lunedì
Martedì
Mercoled
ì
Giovedì
Venerdì
Sabato
Domenica
08:00 - 17:00
08:00 - 17:00
08:00 - 17:00
08:00 - 17:00
08:00 - 17:00
08:00 - 17:00
08:00 - 17:00
Orario Estivo
(ora legale)
Lunedì
Martedì
Mercoled
ì
Giovedì
Venerdì
Sabato
Domenica
08:00 - 18:00
08:00 - 18:00
08:00 - 18:00
08:00 - 18:00
08:00 - 18:00
08:00 - 18:00
08:00 - 18:00

       

103 - Scultura PDF Stampa

 

 

Campo VII, lato sud

 

Monumento in marmo (1921) all'ufficiale Plinio Tomei (1888-1916), morto "combattendo sul Selz" il 31 marzo o secondo altre fonti il 1° aprile 1916, i cui resti furono riportati in patria al termine della guerra " Busto del commemorato sovrastante un rilievo con scena allegorica (la Gloria o la Patria che bacia la fronte del soldato ferito a morte; secondo una tradizione familiare in odore di leggenda nella figura femminile andrebbero riconosciuti i tratti della giovane fidanzata Giorgina Pagnucci morta tragicamente poche settimane prima)


Autore: Antonio Bozzano (opera firmata)

 


    


Epigrafe: "Nacque in Viareggio / il 30 dicembre 1888 / laureato in legge / fu aiutante maggiore / nell'88° Regg. Fanteria 3° Batt. / I genitori / E. Alessandro ed Elisa / che dopo lunghi 5 anni / poterono avere la cara salma / posero questo ricordo / il 14 giugno 1921 " Il commemorato era figlio di Edoardo Alessandro Tomei, più volte Sindaco di Viareggio " Le circostanze tragiche che determinarono la morte dei due fidanzati ebbero vasta risonanza sulla stampa locale dell'epoca. Così il settimanale "L'Eco Versiliese" del 30 gennaio 1916 rievoca la morte della ragazza: "Sabato mattina mentre la popolazione stava in aspettativa della esplosione di una mina al Balipedio è avvenuta una gravissima disgrazia. La giovane Giorgina Pagnucci di Angelo di circa 18 anni desiderosa di vedere anch'essa gli effetti di tale esplosione, che tanto allarme aveva destato nella cittadinanza, pensò di salire sul tetto della sua abitazione. Ed essendosi assisa sul lucernaro della casa attigua di proprietà  dei signori Pezzini, il cristallo si spezzò, e la povera giovinetta precipitò nel sottostante vano della scala, producendosi la frattura del cranio, per la quale dopo poco spirava. Il fatto à  fortemente impressionato la cittadinanza anche perché la infelice giovane era ben conosciuta ed amata. Le più vive condoglianze alla desolata famiglia ed al fidanzato della povera morta, Sig. Ten. Plinio Tomei, da parte della redazione tutta del nostro giornale". Dopo il diffondersi in città  della notizia della morte per cause belliche del giovane ufficiale, sul settimanale "Il Libeccio" dell'8 aprile 1916 apparve un necrologio scritto dall'avvocato Giuseppe Grossi, presso il cui studio Plinio Tomei aveva esercitato l'apprendistato: "Dopo aver composto nella bara la sua Giorgina, quel fiore di candore, beltà  e giovinezza strappato in modo tragico al suo affetto, tornò in trincea, chiuso nel suo dolore ineffabile, ma animato sempre da quella fede nei destini della Patria, che lo aveva spinto a lasciare i molli ozi della vita di caserma, in cui poteva rimaner sicuro, per poter, come ufficiale, guidare al fuoco i suoi soldati, coi quali divideva i pericoli, le fatiche, i disagi della trincea. Cadde da forte: ché nella esile e snella figura di giovine elegante, racchiudeva un'anima temprata a tutti i cimenti, a tutti i sacrifici. Rammento nella sua breve licenza, nella quale, dolorante, era venuto a portar fiori alla sua povera morta, rammento l'emozione che io provai quando mi leggeva il diario della sua vita di soldato, della sua vita di trincea, scritto giorno per giorno in faccia al nemico, a 20 metri dai reticolati Austriaci " diario in cui i fatti salienti della guerra da lui vissuta e combattuta, con calma stupenda, e con man sicura erano registrati, e s'intrecciavano, in commovente armonia, coi richiami appassionati alla fidanzata lontana, ai genitori, agli amici!" " Recentemente i resti mortali di Giorgina Pagnucci sono stati riuniti con quelli di Plinio Tomei. Sulla tomba è stata posta anche la lastra con l'epigrafe: "D'inverno e d'estate / da vicino e da lontano / finché vissero e più in là ", precedentemente collocata sul dismesso sepolcro della ragazza.


 

<< torna indietro